I rappresentanti delle istituzioni, degli enti, degli istituti, dell'università e delle scuole, riuniti a Taranto per partecipare al Corso di Formazione "Per una cultura della pace: strategie educative e opera-tive a confronto", al termine dei lavori hanno deciso di rappresentare all'opi-nione pubblica il loro desiderio di con-tribuire,
per quel che riguarda la sfera delle loro responsabilità, alla realizza-zione di un clima di relazioni interna-zionali improntato all'amicizia, alla soli-darietà, alla tutela del valore universa-le della pace, come strumenti assoluta-mente indispensabili per lo sviluppo. Questo è l'unico mondo che abbiamo, ed ognuno di noi ha il dovere di conser-varlo e di migliorarlo. La violenza e la prepotenza, dei singoli cittadini e
degli Stati, non possono mai condurre a una situazione di pace. Le diversità sociali, culturali, etniche e religiose, lungi dall'essere di ostacolo ai processi di sviluppo, rappresentano una formidabile risorsa su cui l'intera uma-nità deve poter contare per costruire un futuro di pace. Le carte costituzionali di tutti gli stati hanno oramai diffusamente recepito i principi universali che sono alla base della civiltà: dal
rifiuto della "guerra" quale strumento di oppressione degli altri popoli e quale mezzo di risoluzione delle controversie internazionali alla ne-cessità di rimuovere ogni minaccia e ogni violenza utilizzando mezzi pacifici in conformità ai principi della giustizia e del diritto internazionale. Esse mettono in evidenza i principi fon-damentali dell'uomo e del cittadino e recepiscono i diritti propri dell'infanzia.
La Costituzione Europea, sottoscritta re-centemente a Roma, afferma che "l'U-nione si prefigge di promuovere la pa-ce, i suoi valori ed il benessere dei suoi popoli" (Trattato di introduzione, artt. 1-3). In un contesto di siffatta natura, ed in presenza dei numerosi conflitti che in-sanguinano molti paesi, il ruolo della Scuola diventa particolarmente impor-tante per la realizzazione di una cultura della pace e per la formazione
dell'uo-mo e del cittadino della futura Europa, improntata a valori oggi lontani dall'es-sere praticati, se non solo nelle leggi "scritte". Grande importanza assume, sotto que-sto aspetto, la metodologia didattica ed
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